Volo Roma – Francoforte – Keflavik con Lufthansa all’arrivo a notte fonda ritiriamo un bestione di Pick Up Toyota 4×4 e poco dopo mezzanotte arriviamo in albergo e ci fiondiamo a nanna.

Il mattino, dopo una buona colazione con cereali e dolcetti locali carichiamo le valigie nel cassone del pick up e lasciamo l’accogliente hotel Berg in direzione del famigerato circolo d’oro. Ci accoglie e accompagna una pioggia a catinelle e vento da bufera, ma non ci fermiamo. Un giretto per la cittadina di Keflavik alla ricerca di un supermercato dove fare scorta di cibo, acqua e altri generi di prima necessità.

Saltiamo la Blue Lagoon ci torneremo se avremo tempo prima della partenza e ci dirigiamo verso il parco di Thingvellir. Navigatore, mappe, percorsi e lasciamo i dintorni di Reykjavik e raggiungiamo la prima meta, nel solo andare dal parcheggio al centro visitatori siamo zuppi d’acqua. Non è proprio possibile continuare la visita e quindi riprendiamo il cammino per raggiungere la prossima meta: Geysir e Gullfoss. Fatti pochi metri ci imbattiamo nel secondo parcheggio di Thingvellir, piove molto meno e decidiamo di fermarci, riusciamo così a vedere velocemente la frattura tra le placche tettoniche di Almannagia e la nostra prima cascata quella del fiume OAXARÀ bella e potente

Riprendiamo il cammino sempre accompagnati da pioggia e vento e arriviamo a Geysir area geotermica famosa per i suoi Geyser. Parcheggio e passeggiata tra le pozze ribollenti, vediamo due o tre spruzzi del geyser principale, scattiamo qualche foto di rito e torniamo alla macchina, ci aspetta la cascata di Gullfoss una delle cascate più belle d’Islanda, Gull significa dorato e Foss beh tutte le cascate finiscono in foss per cui potrebbe significare cascata? Breve storia che si trova dappertutto: all’inizio del XX secolo una società inglese era intenzionata all’acquisto della cascata per costruirvi una diga per alimentare una centrale idroelettrica, ma una contadina del posto (Sigríður Tómasdóttir) alla quale apparteneva la cascata, si oppose con successo a tale operazione industriale. Infatti ella minacciò di buttarsi nella cascata nel caso il governo islandese approvasse il progetto della diga. In realtà la causa fu vinta dalla società inglese, ma la diga non venne mai costruita per rinuncia della società stessa.

Parcheggiamo l’auto e ci avviamo a vedere questo spettacolo della natura, sempre accompagnati dall’acqua e dal freddo.

Ci dirigiamo quindi verso la penisola di Dyrholaey passando per la cascata di Seljialandsfoss famosa per essere fotografabile a 360° perchè alla base vi è un sentiero che permette di girare intorno a tutta la cascata. Quel giorno non era così invitante visto che faceva anche qualche fiocco di neve per cui ci siamo accontentati del suo fronte e di uno dei suoi fianchi.

Successivamente abbiamo raggiunto l’altra famosa e fotografata cascata, la grandiosa Skógafoss, depositaria del segreto di Þrasi, cui sarebbe attribuito anche un potere magico: si dice che chiunque si bagni nelle sue acque possa ritrovare un oggetto perduto e a lungo cercato.

Secondo una leggenda, il primo vichingo ad essersi stabilito nella zona, nascose un tesoro, un forziere ricolmo di monete d’oro, nella caverna dietro la cascata. In molti hanno cercato il tesoro, un ragazzo ebbe successo, trovò il forziere e, attaccando una corda ad uno degli anelli laterali, iniziò a tirare, ma l’anello si ruppe e il forziere affondò. L’anello d’argento con incisioni runiche fu in seguito usato come maniglia del portale della chiesa di Skógar e può essere oggi ammirato al museo.


 Abbiamo fotografato questo spettacolo con tutte le sue imponenti dimostrazioni della forza naturale dell’acqua.

Arriviamo in albergo Hotel Dyrholaey nel tardo pomeriggio.